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Scuola e Cultura - Cosenza, 13/10/2011

Cosenza nella storia

La Calabria si presenta come una penisola lunga circa 250 Km all’estremità sud dell’Italia, tra il Mar Tirreno e il Mar Ionio. È stretta a tal punto che nessun centro del territorio dista dal mare più di 50 Km ed è attraversata da sistemi montuosi dal confine con la Basilicata a nord, fino allo stretto di Messina a sud.
Abitata fin dalla preistoria, la Calabria, posta al centro del Mediterraneo, è stata per molti secoli un ponte sospeso tra Oriente e Occidente.
Numerose dominazioni: greca, romana, bizantina, normanna, ed altre ancora, si sono avvicendate in questo territorio, facendo si, che la Regione Calabria diventasse uno scrigno all' interno del quale trovarono spazio ed espressione diverse culture e civiltà, che ne hanno caratterizzato la storia.
Tutto il patrimonio artistico della Calabria ci ricorda la complessità degli eventi storici e le tante dominazioni subite.
Cosenza è ricordata come città dei Bruzi, non già come città greca. Subì tuttavia l'influenza della Magna Grecia ed in seguito, come tante altre città fu coinvolta nelle vicende delle guerre puniche ( fu alleata di Cartagine ).
In seguito divenne romana e acquistò importanza con la costruzione nel sec. II° a.C. della via Popilia che collegava Capua con Reggio.
Secondo una antichissima leggenda, nel 410 d.C. presso Cosenza sarebbe morto Alarico re dei Visigoti, che i suoi avrebbero poi seppellito, con tutti i tesori, nel letto del Busento, dopo averne deviato le acque.
Le dominazioni che si succedettero nell'Italia meridionale( bizantini, normanni, svevi, Angioini ) coinvolsero anche Cosenza che però riuscì, sempre con fierezza, ad evitare soggezioni feudali.
Il suo carattere demaniale fu confermato, nel sec. XV, da Alfonso I d'Aragona, che le concesse ampi privilegi. Tuttavia il declino della città iniziò proprio con l'avvento del dominio spagnolo.
Cosenza conserva scarsissimi resti antichi e altomedioevali; di maggiore consistenza sono quelli di epoche successive, i quali coincidono cronologicamente con il ruolo politico egemone che, dal sec. XIII, la città acquisì all'interno della Calabria settentrionale: la cattedrale ( nel cui tesoro si conserva una antichissima croce-reliquario del sec. XII che tutto il mondo invidia, la "Croce Bizantina" ) e la chiesa di San Francesco sono prevalentemente duecentesche; il Castello Svevo, che dal colle Pancrazio domina i tortuosi quartieri medioevali, risale in gran parte a Federico II. Quattrocentesche sono le parti originarie della chiesa conventuale di San Domenico, posta al di là del Busento, che nel '700 venne rinnovata ed adornata di una bella cupola.
Tra i secc. XV e XVI la città conobbe un notevole fervore culturale; vi ebbero sede alcune stamperie, vi fu attivo il grande filosofo Bernardino Telesio, vi fu fondata l'Accademia Cosentina che mantenne una notevole importanza anche nel Seicento. Al sec. XVII risale tra l'altro il soffitto ligneo della chiesa di Santa Chiara (oggi sconsacrata).
L'ultima delle due grandi guerre che coinvolse tutto il mondo, provocò alla citta dei Bruzi dei gravi ed irreparabili danni.

Negli allegati gli itinerari storico-artistici della provincia di Cosenza.

FONTE: www.calabriaonline.com
 

ultimo aggiornamento:
31/03/2016 13:40
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da Redazione URP

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