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AL VIA LA XIV EDIZIONE DI SILA OFFICINALIS

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Politiche di Sviluppo - Cosenza, 27/05/2016

Al via la XIV edizione di Sila Officinalis

Un evento consolidato da tempo, punto di riferimento per il territorio calabrese e non solo

Loc.2

Al via la XIV edizione di Sila officinalis, evento oramai consolidato da tempo, che negli ann iè diventato punto di riferimento per il territorio calabrese e non solo, fino ad essere appuntamento indiscusso annuale per affrontare temi strategici dell’unione europea sulla biodiversità e sull’agrobiodiversità, abbracciando una serie di tematiche legate all’innovazione e al trasferimento dei risultati della ricerca attraverso un approccio integrato e partecipato dal basso.

Il tema di quest’anno: "GO Sila Innovation, A.A.A. Ambiente, Agricoltura, Alimentazione: Innovazione Cercasi!"

Una tre giorni serrata e ricca di appuntamenti quella dell’edizione 2016, che segnerà il passo di tutti coloro che negli anni hanno avuto la lungimiranza di concentrare la discussione sulla biodiversità e sull’innovazione: questo l’anno di cambiamento di passo, la costituzione di un Gruppo Operativo sull’Innovazione che nascerà anche grazie ai fondi strutturali dell’Unione Europea.

Quello che si è notato in questi anni di studio, commentano gli enti organizzatori di Sila Officinalis, è che la globalizzazione è divenuta una delle sfide fondamentali che le regioni rurali in tutta Europa giocano, per portare significativi cambiamenti sociali, economici, culturali e politici. Grazie a diversi progetti che alcuni partner del laboratorio hanno portato avanti, si è potuto verificare che alcuni contesti legati allo sviluppo rurale del territorio passano dal coinvolgimento diretto delle imprese agricole che vivono in quel territorio

Inoltre, molti studi in corso sull'impatto che la globalizzazione ha prodotto nelle regioni rurali tendono a dimostrare che non ci si deve più concentrare su specifici settori produttivi, o processi o località, bensì partire da un’analisi integrata globale, per affrontare lo sviluppo locale.

In questo senso la chiave di lettura diventa la biodiversità, ovvero la conservazione e valorizzazione di uno specifico territorio nella sua forma produttiva. La gestione produttiva della biodiversità agricola sarà la chiave per soddisfare le esigenze future di cibo ma anche di mantenere o migliorare gli altri beni e servizi forniti dagli ecosistemi agricoli.

Un migliore utilizzo delle risorse genetiche vegetali e animali sarà la chiave per raggiungere gli aumenti sostenibili nella produzione alimentare, non solo attraverso l'allevamento di razze e varietà migliorate, ma anche attraverso una distribuzione più intelligente nel campo della diversità genetica per ridurre le diverse fisiopatie; accanto a ciò, una più ampia applicazione della difesa biologica e integrata, come di altre tecniche per la gestione dei componenti della biodiversità negli ecosistemi agricoli, possono contribuire ad aumenti di produttività, riducendo notevolmente l'uso di input esterni. Andare avanti su questa direttiva richiede una migliore comprensione delle funzioni ecologiche della biodiversità agricola e delle interazioni tra i suoi componenti, l'ambiente fisico e fattori socio-economici. Se è vero che gli agricoltori costituiscono il più grande gruppo di manager dell'ecosistema agro-silvo-pastorale, questo significa che la gestione degli ecosistemi agricoli deve essere una parte essenziale di qualsiasi strategia per la conservazione della biodiversità.

In questo contesto Sila officinaliS si candida ad assumere, nel nuovo contesto di politiche europee per la ricerca e l’innovazione, un potenziale ruolo di strumento idoneo all’intermediazione tra scienza e pratica e alla condivisione della conoscenza tra diversi attori legati da un obiettivo comune cruciale: l’innovazione.

Questo, peraltro, non solo è obiettivo della politica europea per la ricerca dell’attuale periodo di programmazione 2014-2020, ma è anche punto di raccordo di questa politica con quella dettata dai nuovi orientamenti per la PAC del post-2013, in particolare per il secondo pilastro. Il progetto di costituzione del Partenariato Europeo per l’Innovazione (Pei), poi, ha proprio il compito di orientare verso l’innovazione le politiche esistenti e, per via della sua natura di piattaforma dinamica, di collegare tra loro gli agricoltori, i ricercatori, i consulenti, le imprese, ovvero i soggetti che comporranno i Gruppi Operativi (Go), volti alla realizzazione delle attività previste dai Pei. Quest’ultimo poggia le sue radici proprio sulla necessità di mediare tra la ricerca prodotta e la pratica che ne beneficerà, perché l’innovazione, che incorpora anche la conoscenza non puramente scientifica, possa generarsi in maniera sistemica, ovvero come interazione, cooperazione e condivisione della conoscenza tra più attori con diverse modalità di approccio allo sviluppo locale e territoriale.

Nella tre giorni in programma, partita giovedì 26 maggio, si parlerà dunque di modelli alimentari (Piramide alimentare PipaC), e di modelli di sviluppo territoriali legati alla produzione di cibo, proseguendo il giorno 27 Maggio con un altro grande appuntamento: come produrre cibo e come farlo con una visione nuova della sua progettazione. Bisognerà dunque partire dalle aziende agricole, con consulenti “Food Designer”, degli enti di ricerca e con il supporto degli enti pubblici che operano nei vari territori rurali. Un nuovo modello di sviluppo che richiede uno sforzo maggiore: trasferire l’innovazione con un processo di coinvolgimento bottom up, anima dei Gruppi Operativi dell’Innovazione, ma anche di progettazione integrata con i fondi POR della programmazione avviata 2014-2020.

Loc.3

ultimo aggiornamento:
02/06/2016 00:11 da Rita Benigno
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