Provincia di Cosenza - Portale- Un Programma di governo

Cosenza - La Provincia per voi

Vai al contenuto

Il Palazzo del Governo

INFO:

  • Provincia di Cosenza
    Piazza XV Marzo n.1
    87100 Cosenza
  • Centralino +39 0984 814.1
    Presidenza +39 0984 26800
  • info@provincia.cs.it

Consulta le sezioni dell'Ufficio Stampa

Contenuto Pricipale della Pagina

Un Programma di governo

Un Programma di governo

Il ruolo e la funzione del sistema pubblico vanno riconsiderati sulla base dei processi di mutazione sociale dell’Italia.

Ha fatto scalpore il termine usato dal rapporto Censis del 2007 per descrivere il contesto sociale italiano. Il rapporto parla di “mucillagine”, termine che, secondo lo stesso Censis vuole significare “un insieme di singoli organismi elementari che vivono uno accanto all’altro senza processi di reciproca integrazione e quindi senza forza e futuro. Un termine che ben si adattava e si adatta al carattere particolarmente indistinto di un sistema sociale, quello italiano, caratterizzato da un’alta soggettività dei singoli, senza connessioni fra loro e senza tensione a obiettivi e impegni comuni”.

Il Censis denuncia un problema di coesione, di identità, di tenuta del Paese dal punto di vista sociale. Le grandi spinte identitarie della seconda metà del novecento, quelle che assicuravano percezioni diffuse di appartenenza e dunque di sicurezza e stabilità, sembrano entrate definitivamente in crisi. Sia i riferimenti generali, come l’appartenenza di classe, la distinzione culturale politica basata sulle ideologie, la cultura e la tradizione italiana, sia quelli micro come la famiglia, il quartiere,  le reti solidali parentali vengono progressivamente messe in discussione dai tumultuosi cambiamenti sociali, culturali economici.

Il cittadino perde riferimenti di identificazione con il corpo sociale e con le sue diversificazioni. Famiglia, parrocchia, partito, quartiere, sindacato, luogo di lavoro, importanti insiemi identitari che rappresentavano fino a ieri un freno alla deriva individualista e solitaria del lavoratore-consumatore vengono ridiscussi e mutano. In qualche caso scompaiono. E con essi sparisce il sistema di relazioni che consentiva la coesione.

La domanda da fare è: che ruolo può giocare il sistema pubblico?

Non è forse alla rete dei servizi pubblici - gli ospedali, le scuole, i trasporti, i servizi di sicurezza - che è demandata la funzione di grande fattore identitario e di coesione sociale del Paese?

Come un cittadino può sentirsi pienamente parte di un sistema Paese se non con la garanzia che può rivolgersi al sistema pubblico per ottenere, su tutto il territorio, servizi che tutelano, realizzano e ampliano l’insieme dei diritti e delle opportunità che qualificano la cittadinanza?

Cosa tiene più unito il Paese del fatto che ogni mattina un cittadino utilizza un autobus del trasporto pubblico per recarsi al lavoro, mentre i suoi bambini studiano in una scuola pubblica, in un territorio governato e controllato dalle forze dell’ordine, dove ci si può rivolgere, in caso di necessità, al pronto soccorso di un ospedale con la garanzia di ricevere cure ed assistenza indipendentemente da reddito, condizione personale, status sociale?

Del sistema pubblico sono state date molte letture negli anni passati: ad esempio, “sistema in grado di sostenere lo sviluppo” oppure “sistema in grado di ampliare la cittadinanza”.

In uno scenario di crisi economica e di conseguente rischio di disgregazione sociale, il sistema pubblico deve essere interpretato anche come sistema in grado di assicurare la tenuta e la coesione sociale e di favorire l’integrazione.

La crisi economica in atto, che investe le economie dei Paesi più ricchi, spinge verso un ripotenziamento del ruolo e delle funzioni del sistema pubblico. L’uragano finanziario dell’estate 2008, innescato negli Stati Uniti dalla crisi dei mutui subprime, si è esteso negli ultimi mesi all’economia reale provocando fenomeni recessivi gravi anche in Europa. L’Unione Europea e le principali organizzazioni economiche mondiali lanciano quotidianamente allarmi sulla recessione e sui suoi probabili effetti, tra i quali la perdita di posti di lavoro, stimata, per soli i Paesi dell’Unione, pari a 3 milioni di unità per il biennio 2009-2010.

In questo quadro, cresce una nuova domanda, non solo di ruolo del sistema pubblico ma anche di un nuovo protagonismo delle politiche di spesa pubblica. Le disuguaglianze sono sempre meno accettate, mentre aumenta la consapevolezza che l’Italia è uno dei paesi più diseguali dell’occidente.

L’uguaglianza, la parità di opportunità, la tutela dei deboli sono valori fondanti del nostro sistema politico e giuridico, ai quali sono collegati servizi affidati principalmente al sistema pubblico. Se il sistema dei trasporti urbani non funziona, se la sanità non funziona, se la scuola non funziona, se la sicurezza non funziona, se i servizi sociali non funzionano, sono i più deboli a subirne le conseguenze. Ed è comunque l’intera società ad andare in affanno, a perdere slancio, tensione ideale, orientamento al futuro.

Per tutte queste ragioni, il sistema pubblico è oggi centrale in ogni ragionamento.

Questa difficile fase storica chiama in casa la responsabilità di tutti, cittadini, Istituzioni, mondo dell’economia. Soprattutto le Istituzioni devono essere in grado di interpretare la società, guidarne i percorsi, governare il cambiamento.

Tutte le Istituzioni. Dalle grandi organizzazioni globali all’Unione Europea, allo Stato, alle Regioni, ai Comuni.

Tutte le Istituzioni. Anche le Province, l’istituzione locale italiana più antica, quella che meglio corrisponde alla vicenda storica della costruzione del territorio europeo e italiano, fondato sulle città e sugli ambiti spaziali e geografici su cui esse esercitano influenza. Le Province, appunto, nell’odinamento italiano. Che qualcuno, con proposte demagogiche e superficiali, vorrebbe sopprimere, ma che invece sono l’anello di congiunzione fondamentale tra le istanze comunali e le politiche regionali, in quanto soggetti istituzionali di riferimento per le politiche di area vasta ed ambiti ottimali per i grandi servizi di pubblica utilità di livello sovracomunale (acque, rifiuti, mobilità, servizi per l’impiego, servizi per la formazione, ecc.).

Quello che può renderci forti, farci uscire dalla crisi, traguardare nuovi orizzonti di sviluppo e di crescita non è tanto la disponibilità di risorse materiali, economiche e finanziarie, che pure sono necessarie, quanto la responsabilità verso noi stessi, verso gli altri, verso i nostri figli, verso le generazioni che verranno.

Per queste ragioni, questo Programma è, innanzitutto, un’assunzione di responsabilità verso i cittadini che abitano i territori di quella che è una delle più vaste Province d’Italia.

Un’assunzione di responsabilità verso il futuro, in un tempo, quello presente, molto difficile. Responsabilità verso un obiettivo più alto di azione politica ed istituzionale.

Perché una stagione di sviluppo è possibile.

Peerché dobbiamo dare fiducia alla nostra comunità, e dobbiamo ottenere che la nostra società
si impegni unita verso questo obiettivo. Questo serve ai lavoratori, ai cittadini, e anche alle
imprese. È necessario riannodare il filo che lega economia e società, vita delle imprese e vita dei cittadini. Perché questo filo, in questa difficile fase storica, può rompersi.

Dobbiamo rendere più forte e più visibile il legame tra la crescita della ricchezza e la sua diffusione e redistribuzione nella società. Dobbiamo mettere il lavoro al centro delle politiche per lo sviluppo.

L’accordo per lo sviluppo è l’accordo per il lavoro.

Perché il lavoro non è solo un mezzo, ma ha un valore più grande. E’ il fondamento morale del benessere individuale, la grande ed unica vera opportunità di emancipazione e di libertà per i cittadini, soprattutto per quelli che partono in condizioni di svantaggio.

Per queste ragioni, questo Programma mette al centro proprio il tema del lavoro, del capitale umano e delle politiche sociali, che saranno il cuore dell’azione politica. Per queste ragioni, il Programma è attraversato, in tutte le sue proposizioni, dalla grande tematica delle opportunità. Per i giovani, le donne, i cittadini più svantaggiati.

Non possiamo guardare da un'altra parte, con questa economia da rigenerare, con queste famiglie e persone da sostenere.

Ovviamente, la Provincia è solo una tessera di un mosaico molto più grande e complesso. Su molte delle problematiche importanti, la Provincia non può agire direttamente e comunque non da sola. I sempre più stringenti vincoli finanziari obbligano ad una gestione molto rigorosa delle risorse. Certamente, quando possiamo dare una risposta, sappiamo che è solo un parziale, spesso modesto contributo di fronte ad un oceano di bisogni ed esigenze.

Però, possiamo agire con trasparenza, efficienza, efficacia, migliorando di continuo i servizi dell’amministrazione a favore del cittadino, delle imprese, del territorio. Possiamo mettere in campo, incessantemente, quotidianamente, un’iniziativa politica ed istituzionale per raccogliere le istanze di sviluppo del territorio, sintetizzarle in una visione equilibrata e proporle in una rete di discussione e di azione politica più ampia, con le altre istituzioni, con le organizzazioni del mondo economico, con le parti sociali.

Nel contempo, possiamo lavorare per costruire progetti di sviluppo, per cogliere le grandi opportunità che ci offre l’Europa, con i fondi ed i programmi comunitari. Valorizzando appieno il ruolo che la Provincia è chiamata ad assolvere nella Programmazione 2007-2013, ormai in fase di avvio. Che sarà, come mai è stato dei precedenti cicli delle programmazione, un ruolo importante, propositivo, di coordinamento, di stimolo, di rappresentanza degli interessi e delle aspettative di crescita di un territorio come il nostro, vasto, articolato, ricco di potenzialità ma anche affetto da criticità e problematiche di non facile soluzione.

C’è molto lavoro da fare. Questo Programma ne traccia obiettivi, linee, orientamenti.

[ Indietro ]

©2008 Provincia di Cosenza - Piazza XV Marzo n.5 - 87100 Cosenza - (tel. 814.1) P.I.: 80003710789

Engineered by Echopress