Provincia di Cosenza - Portale- Sostenere le imprese e l'innovazione

Cosenza - La Provincia per voi

Vai al contenuto

Il Palazzo del Governo

INFO:

  • Provincia di Cosenza
    Piazza XV Marzo n.1
    87100 Cosenza
  • Centralino +39 0984 814.1
    Presidenza +39 0984 26800
  • info@provincia.cs.it

Consulta le sezioni dell'Ufficio Stampa

Contenuto Pricipale della Pagina

Sostenere le imprese e l'innovazione

Sostenere le imprese e l'innovazione

Per quanto attiene la vitalità economica del tessuto produttivo (investimenti fissi lordi, PIL per occupato, percentuale export su PIL, investimenti diretti esteri, tasso di industrializzazione) la Calabria, con il 47,3, occupa l’ultima posizione fra tutte le regioni italiane, distante oltre 10 punti dalla media del Mezzogiorno e circa 40 da quella nazionale. A questa situazione, pur tra differenze in qualche caso notevoli, non sfugge neanche la nostra provincia.

Il tessuto provinciale è prevalentemente costituito da piccole e piccolissime imprese. Di regola, la massa critica di queste aziende non consente una capacità intrinseca di reggere alle sfide della globalizzazione.

La crisi del settore industriale è conclamata e presenta criticità di grandissima portata, come testimonia il declino di interi settori produttivi e le situazioni di abbandono in cui versano molte aree a destinazione produttiva o industriale del territorio. Da questo punto di vista, le politiche statali e regionali non sembrano aver dato risultati tangibili e positivi.

Una bassa predisposizione alle esportazioni aumenta il rischio competitivo di molte aziende che non possono beneficiare dei riflessi importanti, non solo economici, dell’export come momento di confronto. I centri più importanti, in genere, beneficiano di un significativo livello di attività terziarie, soprattutto nell’area urbana del capoluogo.

Tuttavia, la Provincia di Cosenza rimane un sistema economico che si fonda sulla rete capillare delle microimprese, realtà piccole dal punto di vista dimensionale, ma fondamentali per la loro diffusione e, talvolta, per la qualità delle loro produzioni. Anche il profilo occupazionale delle microimprese e dell’artigianato è quello a maggior impatto. E’ un mondo che raggiunge diffusamente pressoché tutti i comuni della Provincia e che si vede coinvolto, giorno dopo giorno, nelle problematiche complessive dell’economia del territorio.

La crisi economica e le sfide del futuro pongono le microimprese di fronte ad un bivio difficile ed il momento di scelte importanti si avvicina con passo sempre più veloce. Le sfide della globalizzazione e la concorrenza dei mercati emergenti costringono questo mondo a ripensarsi, ad investire in conoscenza e cultura per sopportare le pressione delle nuove realtà. Le sfide del futuro possono essere vinte se ci si impegna, ognuno per la propria parte, nell’innovazione, nell’assunzione di una visione integrata dei problemi delle imprese e dello viluppo economico, nell’orientamento a cooperare, nella propensione ad innescare processi aggregativi di filiera, microfiliera o distretto, nella crescita della cultura d’impresa e della propensione all’intrapresa, nell’alleggerimento della pressione burocratica.

La modernizzazione, che deve aiutare le nostre imprese a vivere e prosperare, va sostenuta e aiutata.

La nostra economia cresce se tutte le sue componenti lavorano in sincronia.

I diversi modelli di sviluppo possibili sui territori sono quindi complementari e non in antitesi tra di loro. Lo sviluppo può passare solo dall’incontro delle diverse parti che compongono il sistema, con la ricerca di un mix equilibrato tra le diverse filiere produttive e con un disegno organico di sviluppo del territorio che tenga in conto potenzialità, vocazioni, risorse, dotazione di capitale sociale ed infrastrutturale dei diversi sistemi territoriali che compongono il vasto ed articolato territorio della nostra Provincia: le Aree e le Polarità Urbane, il Savuto, l’Alto ed il Basso Tirreno la Sila, la Valle del Crati, il Pollino, la Sibaritide, l’Alto ed il Basso Jonio.

Per queste ragioni, la futura amministrazione si impegnerà, innanzitutto, a seguire l’evoluzione degli insediamenti produttivi, innanzitutto agevolando la connessione fra il mondo della ricerca e dell’università e il mondo delle imprese. A questo riguardo, l’Università deve sempre più svolgere il ruolo di “fornitrice di know-how”, rivolgendosi ad un mondo che non ha la massa critica per innovare i processi produttivi con le sole proprie forze. di ricerca propri.

Occorre percorrere la rete capillare delle piccole e piccolissime imprese, irrorala ed aiutarla a sostenersi e aiutandola a fare sistema.

Un altro problema fondamentale è la fragilità finanziaria, dal momento che il sistema creditizio non risponde adeguatamente alle necessità di sviluppo delle imprese. Un aspetto critico che interessa la struttura produttiva e che riguarda direttamente i rapporti degli imprenditori con il sistema del credito. Secondo la Banca d’Italia, nel 2005 i tassi di interesse praticati in Calabria sono stati mediamente 1,5 e 3,3 punti più alti rispettivamente di quelli meridionali e nazionali. Ciò si correla ad un rapporto sofferenze/impieghi pari al 7,3%, leggermente più basso di quello meridionale ma più del doppio di quello nazionale. Con l’applicazione dei criteri di Basilea2, si presenta un quadro di incertezza che va affrontato con attenzione e decisione, perché si possa sostenere sul serio politiche dell’innovazione e del miglioramento tecnologico ed aiutare l’imprenditore ad accedere al credito in modo più semplice, permettendogli di potersi impegnare a fondo nella crescita e nel consolidamento della propria impresa.

Un'altra questione importante riguarda il commercio, che è il cuore della vita moderna. Nei piccoli paesi, poi, il negozio ed il piccolo esercizio pubblico sono spesso i nodi fondamentali della vita sociale.

Nei poli commerciali principali del territorio provinciale sono concentrati la maggior parte degli esercizi di vendita, mentre la predominanza della grande distribuzione organizzata ha ulteriormente aumentato la concorrenza nel settore, creando una situazione difficile per le piccole attività commerciali delle città e dei piccoli paesi.

Pur tenendo conto che questa tendenza è irreversibile ed ha anche, ovviamente, effetti positivi sull’economia, gli obiettivi della programmazione urbanistico/commerciale devono tenere conto di questa situazione sbilanciata. Il compito dell’amministrazione è quello di supportare le situazioni di criticità, intervenendo a favore di quelle attività che, pur essendo fondamentali rischiano, giorno dopo giorno, di venire schiacciate da una concorrenza troppo forte. In molti casi il ruolo dominante della grande distribuzione ha marginalizzato il valore intrinseco delle botteghe dei centri storici. Il cuore del commercio è stato costretto a subire pressioni fuori da ogni equilibrio. Va realizzata una più attenta politica di programmazione dei grandi insediamenti commerciali, attraverso gli strumenti regionali, prendendo in conto l’adozione di misure che, senza inibire le dinamiche di sviluppo del settore, tuttavia immettano elementi e fattori di del riequilibrio in favore dei piccoli centri e dei centri storici delle nostre comunità. La rivitalizzazione dei centri storici, spesso invocata ma non praticata, deve divenire argomento di stimolo per la futura Amministrazione provinciale, nella consapevolezza che il tessuto commerciale è la rete dei vasi sanguigni di una città. Per questi motivi, vanno sviluppate iniziative di sostegno all’indispensabile funzione commerciale, anche attraverso le presenze di attività multifunzionali nei piccoli centri e nelle frazioni e va indicata la volontà di mantenere i servizi anche nelle realtà minori e periferiche, come peraltro già diffusamente detto nella parte del presente Programma dedicata allo spopolamento.

La Provincia, com’è noto, non ha possibilità concrete di intervento diretto in materia di aiuti e sostegno alle imprese. Anche se l’ordinamento nazionale e regionale, in particolare la legge n. 34/2002 sul decentramento, assegna in teoria alle Province competenze significative in ordine alla concessione di contributi ed alle attività amministrative nel settore dell’artigianato, tuttavia, essendo di norma accentrato nelle Regione e negli organismi Statali il governo dei regimi di aiuti, in particolare quelli derivanti dalla programmazione comunitaria, e quindi la gestione delle risorse finanziarie più consistenti, per le Province vengono a mancare i presupposti di sostenibilità finanziaria per una reale, strutturata politica in favore del sistema produttivo.

Tuttavia, le opportunità offerte dalla Programmazione Unitaria 2007-2013 sono molteplici e vanno colte in tutta la loro ampiezza. Su questo, ci impegneremo in tutte le sedi ed, in particolare, nei Comitati di Coordinamento della Programmazione 2007-2013 di cui siamo componenti insieme alla regione affinché la strategia di programmazione già definita ed approvata dalla Commissione Europea possa attuarsi rapidamente tenendo conto delle problematiche, delle criticità ma anche delle potenzialità di sviluppo dei sistemi produttivi del territorio della Provincia di Cosenza.

Da questo punto di vista occorre, in via prioritaria,  mettere in campo politiche per migliorare le condizioni di contesto e sostenere la competitività dei sistemi produttivi e delle imprese, qualificando e potenziando le infrastrutture produttive materiali ed immateriali e sostenendo la domanda di servizi innovativi alle imprese.

La nostra visione dello sviluppo dei sistemi produttivi si basa su alcune direttrici che qui vogliamo indicare con chiarezza e che, indipendentemente dalle competenze e dal ruolo diretto di sostegno che la Provincia potrà assumere nell’attuazione della strategia programmatoria 2007-2013, ruolo da cui comunque non ci sottrarremo, saranno in ogni caso priorità e fondamento della nostra iniziativa istituzionale del prossimo mandato.

Si tratta, innanzitutto, di favorire la riqualificazione ed il potenziamento del sistema delle aree produttive esistenti e la creazione di nuove, laddove sussista una domanda esplicita, nonché di sostenere la realizzazione di azioni volte a facilitare gli iter procedurali connessi alla localizzazione e all’operatività delle imprese. Da questo punto di vista occorrerà, ottemperando alle disposizioni della citata legge regionale sul decentramento, dar corso all’istituzione dello Sportello Unico Provinciale per le Attività Produttive.

Bisogna ridurre la dipendenza dai trasferimenti esterni attraverso il potenziamento e l’allargamento della base produttiva regionale, la valorizzazione del patrimonio di risorse regionali, il sostegno all’internazionalizzazione del sistema produttivo e all’attrazione di interventi esterni coerenti con le vocazioni locali.

Occorre favorire lo sviluppo, l’aumento di competitività e di produttività, di iniziative imprenditoriali nei settori già presenti che hanno dimostrato buone capacità di crescita, anche agendo sul completamento e irrobustimento di filiere e distretti e sulle attività produttive connesse con l’uso di risorse naturali e culturali locali.

Favorire la nascita e la localizzazione di nuove attività e nuove imprese, specie in iniziative che assicurino buone prospettive di crescita e di integrazione con il territorio e l’ambiente, in un’ottica di valorizzazione dei cluster e delle filiere produttive resta un obiettivo strategico prioritario.

Lavoreremo per porre le condizioni per migliorare la dotazione e la funzionalità delle infrastrutture per la localizzazione e la logistica delle imprese e delle infrastrutture di servizio e supporto per la forza lavoro.

Occorre potenziare il ruolo dei mercati finanziari e degli operatori finanziari; migliorare il coordinamento del sistema degli incentivi, l’informazione e l’assistenza tecnica alle imprese, rilanciare gli strumenti integrati di agevolazione per il contestuale finanziamento di investimenti, sviluppo pre-competitivo e innovazione tecnologica. Ridurre i costi di accesso al credito, con l’attivazione di forme di sostegno e di garanzia.

Su questo, molto abbiamo fatto e di più intendiamo fare.

Con il sostegno finanziario ai Confidi, che è cresciuto progressivamente negli anni, abbiamo potenziato il sistema delle garanzie per le imprese del nostro territorio. Nel 2009, in partenariato con la Camera di Commercio, abbiamo istituito e finanziato, con un consistente capitale derivante dal Bilancio dell’Ente, la Banca di Garanzia Collettiva dei Fidi allo scopo di strutturare in maniera stabile il sistema delle garanzie ed offrire un’ulteriore strumento di sostegno ai processi di crescita delle nostre imprese.

Sostenere il sistema delle imprese, in particolare nei settori agricolo, agro-industriale e dell’artigianato di qualità nella commercializzazione, nell’innovazione di processo e di prodotto, nella crescita della dimensione di impresa, nella creazione di reti tra imprese.

Inoltre, impegneremo la nostra azione istituzionale per i seguenti obiettivi:

  1. rafforzare le condizioni di legalità e sicurezza per le imprese;
  2. promuovere e stimolare la creazione di reti tra imprese, i sistemi produttivi locali, le filiere ed i distretti di produzione;
  3. contribuire a creare le condizioni per valorizzare lo sviluppo del settore del commercio in un’ottica di sviluppo territoriale integrato e di rete;
  4. sostenere una politica di apertura del sistema produttivo regionale, finalizzata a creare e intensificare alleanze strategiche per attivare sinergie produttive e commerciali nei settori promettenti dell’economia;
  5. promuovere un’immagine di sistema delle imprese, a partire dalle filiere maggiormente rappresentative e dai settori a più alto potenziale di crescita;
  6. promuovere e sostenere la competitività delle imprese e la creazione di nuove imprese nei settori innovativi o in rapida crescita.

Per aumentare la capacità delle nostre imprese di confrontarsi con le dinamiche globali dell’economia e sostenere l'apertura del sistema produttivo regionale attraverso l'attrazione di investimenti dall'esterno e il miglioramento delle capacità di esportazione delle imprese, proporremo alle rappresentanze delle forze economiche e sociali ed alle altre Istituzioni un Piano per l’internazionalizzazione del sistema produttivo e l’attrazione di investimenti esteri, da attuarsi attraverso la realizzazione di una rete territoriale su base provinciale di servizi all’internazionalizzazione e la messa in atto di un nuovo sistema di incentivazione direttamente finalizzato ad accrescere le potenzialità competitive delle imprese e delle reti di imprese sui mercati esteri.

Un punto prioritario del nostro Programma per il prossimo mandato è mettere in atto una politica di rafforzamento dell’innovazione e del trasferimento scientifico, sostenendo le relazioni tra sistema della ricerca e sistemi territoriali locali attraverso appositi strumenti che coinvolgano, in un ruolo attivo e con responsabilità gestionale, le Università e i Centri di ricerca.

Consideriamo l’Università della Calabria il gioiello più prezioso del nostro territorio, non solo per le opportunità di formazione, crescita professionale ed umana che offre ai nostri giovani, ma anche perché la consideriamo una delle infrastrutture dello sviluppo più importanti, anzi decisive per il nostro futuro. Un impegno dell’amministrazione nel corso del mandato sarà infatti quello di contribuire allo stabilirsi di quelle condizioni che facilitano e rendono fertile l’incontro tra il grande capitale di know-how dell’Università ed il nostro sistema produttivo.

In questa prospettiva, metteremo in campo un’iniziativa di grande respiro per arrivare ad un intesa complessiva con l’Università, finalizzata a:

  1. verificare le condizioni di fattibilità ed eventualmente avviare la realizzazione del Distretto della Conoscenza nell’area urbana del capoluogo, centrato sul sistema della ricerca scientifica e tecnologica che fa capo all’Università ed alla rete dei centri di ricerca presenti sul territorio;
  2. promuovere e sostenere i progetti di spin-off da ricerca e da impresa, sulla linea già tracciata con il Progetto Start Cup – Premio all’Innovazione, che abbiamo finanziato e lanciato in questi mesi del 2009, nell’ambito di un Programma internazionale condiviso con l’Università;
  3. sostenere la realizzazione dei Poli di Innovazione e dei relativi centri di competenza presso l’Università, con specializzazione nei settori ICT, agroindustria, tecnologia dei materiali, già inseriti nel POR FESR 2007-2013;
  4. sviluppare un più stretto raccordo e più intensa cooperazione, nonché progetti comuni ed azioni di sostegno, nei confronti del Liason Office dell’Università, che supporta i processi di innovazione e trasferimento tecnologico, con il quale la Provincia ha già in attivo numerose collaborazioni per la predisposizione di progetti di cooperazione transnazionale a valere su diverse Iniziative Comunitarie.
[ Indietro ]

©2008 Provincia di Cosenza - Piazza XV Marzo n.5 - 87100 Cosenza - (tel. 814.1) P.I.: 80003710789

Engineered by Echopress