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Qualificare i servizi di pubblica utilita'

Qualificare i servizi di pubblica utilità

Disponibilità di risorse idropotabili (percentuale di acqua potabilizzata sul totale di acqua prelevata a scopo idropotabile): Calabria 14.9; Mezzogiorno 41.3; Italia 31.1.

Popolazione servita da impianti di depurazione completa delle acque reflue (percentuale della popolazione dei comuni con il servizio di rete fognaria con depurazione completa dei reflui convogliati sul totale della popolazione residente): Calabria 41.9; Mezzogiorno 62.3; Italia 55.4.

Famiglie che denunciano irregolarità nell'erogazione dell'acqua (%): Calabria 35.5; Mezzogiorno 25; Italia 13.8.

Raccolta differenziata dei rifiuti urbani (rifiuti urbani oggetto di raccolta differenziata sul totale dei rifiuti urbani (%): Calabria 8,6; Mezzogiorno 7.2; Italia 22.7.

Percentuale di frazione umida trattata in compostaggio sulla frazione di umido nel rifiuto urbano totale: Calabria 5.7; Mezzogiorno 2.1; Italia 19.5.

 

Questi numeri, tratti dall’analisi di contesto del POR FESR 2007-2013 della Calabria, dunque dai dati riportati nel più importante strumento di programmazione regionale, certificano una situazione critica sul fronte dei grandi servizi di pubblica utilità (acque e rifiuti). Situazione che colpisce tutta la regione e, quindi, anche il vasto territorio della nostra provincia anche se sussistono differenze su alcuni dati rispetto al resto della regione.

Ma quali sono le ragioni di questo stato di cose?

Sempre nel citato strumento di programmazione, si afferma che:

la Regione Calabria è stata commissariata nel settore della tutela delle acque nel 1998. L'azione dell'Ufficio del Commissario Delegato per l’Emergenza Ambientale doveva essere finalizzata a:

- censire lo stato di fatto delle reti fognarie e degli impianti di depurazione dell'intera regione;

- sanare le criticità strutturali e gestionali del deficit fognario e depurativo rilevato;

- accelerare, ove necessario, gli interventi in corso di realizzazione.

Le principali criticità attuali sono dovute al mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati da parte dell’Ufficio del Commissario Delegato per l’Emergenza Ambientale. A questo sono da aggiungere le criticità derivanti dai consistenti ritardi nella messa a regime delle strutture operative dei cinque ATO calabresi e nella individuazione dei relativi Soggetti Gestori del Servizio Idrico Integrato.

Sempre il POR Calabria rileva che:

“la situazione relativa alla gestione dei rifiuti in Calabria è particolarmente critica, tanto che nel settembre 1997 la Regione Calabria è stata commissariata e lo è tuttora. La situazione è resa complessa, oltre che da cronici ritardi infrastrutturali (carenza di impianti e servizi per la raccolta differenziata), dalle caratteristiche insediative e dalla configurazione territoriale. Circa 280.000 abitanti, pari al 14% della popolazione residente, sono distribuiti in ben 225 comuni aventi dimensioni tra 400 e 2.500 abitanti..

 

Dunque: per i rifiuti, la situazione è definita critica ancora oggi, come l’era nel 1997, anno del  commissariamento della Regione.

Per le acque, si è ancora più espliciti: “le principali criticità attuali sono dovute al mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati da parte dell’Ufficio del Commissario Delegato per l’Emergenza Ambientale”.

Detto per inciso, il POR FESR 2007-2013 Calabria, il più importante strumento della programmazione regionale, dopo ampia concertazione e tutti i passaggi formali nelle sedi deliberanti, è stato approvato con Decisione della Commissione Europea del 7 dicembre 2007.

Non occorrerebbe aggiungere molto. Numeri, fatti e sequenza temporale delle date parlano da sé.

Sul fronte dei rifiuti, 12 anni di commissariamento hanno sostanzialmente lasciato la situazione, allo stato del 1997 o l’hanno peggiorata.

Per le acque, situazione pressoché identica. L’emergenza, dunque, non è finita.

Rifiuti

La risoluzione di questo stato di cose passa necessariamente attraverso la conclusione dell’esperienza del Commissariamento che si è rilevata fallimentare. Occorre una rimodulazione profonda della governance nelle politiche relative alla Gestione dei Rifiuti.

Dal permanere di questa situazione di emergenza si può e si deve uscire, dando poteri straordinari alla Regione, alle Province ed ai Comuni.

La Provincia di Cosenza, come più volte ribadito nel corso di questi anni, è disponibile ad assumere responsabilità dirette per affrontare e risolvere la complessa e delicata problematica dei rifiuti. A tal fine, pur in assenza di poteri, ancora in capo ala Commissario Straordinario per l’Emergenza Ambientale, la Provincia ha elaborato una proposta per l’adozione sia di soluzioni per risolvere le criticità nell’immediato, attraverso un Piano delle discariche, già presentato alla Regione, sia soluzioni di lungo periodo, da attuare attraverso la realizzazione di impianti tecnologicamente avanzati per il trattamento dei rifiuti. E’ chiaro che, considerata la situazione determinatasi a seguito della decisione assunta nel 2004 dal Commissario, d’intesa con la Giunta Regionale a guida Chiaravalloti, di cancellare la previsione di un impianto di termovalorizzazione da localizzare nel territorio della provincia di Cosenza e di raddoppiare l’impianto di Gioia Tauro, è necessario che il Piano Regionale dei Rifiuti assuma orientamenti chiari, al fine di consentire la realizzazione degli impianti necessari in provincia di Cosenza, per una definitia soluzione dell’emergenza.

La Provincia è pronta ad assumere le iniziative che si renderanno necessarie per l’individuazione dei siti nei quali realizzare gli impianti, attraverso una concertazione con le amministrazioni locali, che sono ben consapevoli dell’urgenza di individuare soluzioni definitive.

Anche sul versante del sistema di raccolta è necessario imprimere una svolta rispetto alle esperienze negative di questi anni di Commissariamento.

In primo luogo, occorre un forte impulso per incentivare ed organizzare la raccolta differenziata, che è decisiva per ridurre la quantità dei rifiuti da smaltire e consentire la realizzazione di piattaforme per il riciclo di vetro, carta, plastica, ecc.

Un nuovo sistema di raccolta deve rivedere l’esperienza di questi anni delle società miste, superando le regioni che sono alla base dell’inefficienza e del mancato funzionamento del servizio.

Acque

Alla Provincia, nelle more dell’approvazione di una specifica disposizione di legge (non ancora approvata), sono state trasferite le funzioni dell’ATO (Ambito Territoriale Ottimale) in materia di organizzazione del Servizio Idrico nell’intero territorio provinciale che registra, allo stato attuale, l’affidamento al soggetto gestore unico ovvero alla società Cosenza Acque S.p.a. a capitale interamente pubblico.

La Società ha attivato le iniziative necessarie per la definizione del piano industriale al fine di rendere pienamente operativa la nuova organizzazione del Servizio Idrico Integrato.

Riguardo al modello gestionale ci si muoverà nell’intento di ottenere economie di scala, efficienza nelle prestazioni e contenimento delle tariffe.

In linea con l’Asse II del POR 2007/2013, che destina ingenti risorse in materia di servizio idrico integrato, la Provincia (in quanto ATO) può operare:

  1. quale soggetto beneficiario di specifiche azioni di supporto alla richiamata attuazione della legge di settore, che realizzerà il “Progetto Conoscenza” che si rivela propedeutico al definitivo passaggio dal Comune al soggetto gestore d’ATO;
  2. per la programmazione e la pianificazione di azioni di sostegno o strutturali.

In entrambe le linee d’azione, attesa la buona disponibilità della risorsa acqua, si agirà sui seguenti punti di debolezza:

    1. scarsa qualità dell’acqua ad uso idropotabile (elevata salinità) in alcune situazioni in cui la risorsa acqua viene prelevata da pozzi con sovraemungimento delle falde;
    2. carenza di serbatoi di accumulo per fare fronte ai picchi di domanda con conseguenti disservizi per gli utenti;
    3. basso livello di utilizzazione di acque non convenzionali(acque reflue depurate);
    4. elevate perdite nelle reti di distribuzione (56%). Attiveremo una massiccia campagna di ricerca perdite costituendo, la riduzione delle perdite, uno specifico Obiettivo di servizio (S10) nel Quadro Strategico Nazionale 2007/2013).
    5. elevata percentuale di famiglie che denunciano irregolarità nel servizio di erogazione dell’acqua (c.ca 28% contro il 14% a livello nazionale);
    6. non completa copertura del sistema fognario; la riduzione percentuale degli abitanti non serviti da reti fognarie e/o sistemi depurativi costituisce uno specifico Obiettivo di servizio (S11) nel Quadro Strategico Nazionale 2007/2013).
    7. tratti di reti fognarie con gravi carenze ed insufficienze;
    8. inadeguatezza degli impianti di depurazione sia strutturale (volumetria) che impiantistica (apparecchiature elettromeccaniche).
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