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Puntare sulle eccellenze dell'agroalimentare

Puntare sulle eccellenze dell'agroalimentare

Il settore agroalimentare è uno dei settori – chiave della nostra economia. Ma non solo: è uno dei pezzi pregiati del nostro territorio.

L’economia agricola ha dato forma alle campagne, facendo proliferare insediamenti di tipo rurale in tutto il territorio, in particolare nel Savuto, nella Valle del Crati, nel Pollino e nella Sibaritide-Jonio. Il rapporto tra territorio, produzioni locali e l’agricoltura ha portato allo svilupparsi dell’agroalimentare che, in diversi casi, raggiunge l’eccellenza. Con la nascita di moltissime piccole e medie, il settore si è diversificato ed ha innescato dinamiche di sviluppo, storie imprenditoriali singole ma anche esperimenti in associazione o filiera ai quali occorre guardare con grande interesse. Non v’è dubbio che, oggi, l’agroalimentare costituisca uno degli elementi più importanti non solo per le prospettive dell’economia, ma anche per le ricadute che può potenzialmente generare sul turismo, sull’artigianato, sui comparti industriali e sul complesso delle qualità del territorio.

Difatti, l’agroalimentare non identifica solo processi e prodotti d’impresa, ma traguarda un’idea diversa, qualitativamente più elevata e, dunque, più competitiva, di territorio, centrata sulla valorizzazione dei paesaggi e delle identità locali che si esprimono nella nostra storia e nel nostro modo di essere.

Nella prospettiva di sviluppo del settore, questa visione globale ed integrata della qualità è centrale. Il consumatore è, infatti, anche utente dello spazio rurale. Per questo la qualità non deve essere solo una caratteristica propria del processo e del prodotto, ma un dato associabile alle diverse caratteristiche che compongono al qualità del territorio: il paesaggio, il capitale sociale, la sicurezza, la qualità dell’ambiente, la qualità insediativa, la consistenza, la qualità e lo stato di cura e valorizzazione del patrimonio storico e culturale.

L’agroalimentare diventa, così, anche uno straordinario marcatore di identità e di riconoscibilità ed un vettore di comunicazione e di promozione del territorio efficace come pochi. Oggi, accanto ad una miriade di esperienze produttive piccole o piccolissime, magari poco conosciute ma certamente di grande significato, possiamo annoverare tra gli elementi costitutivi dell’immagine della nostra Provincia quelle produzioni che, avendo raggiunto standard qualitativi rilevanti e modalità di integrazione e riconoscibilità alla scala territoriale, sono state ricomprese nei percorsi di certificazione DOC, DOP, IGT, IGP. Si tratta di prodotti e panieri di prodotti del settore vitivinicolo, lattiero-caseario, delle carni. Sotto questo profilo, importanti evoluzioni sono in corso per traguardare ulteriori obiettivi di certificazione di qualità.

Non è esagerato affermare che, oggi, il territorio della nostra Provincia ha nel settore agroalimentare una componente fondamentale della propria identità, del proprio profilo, della propria riconoscibilità nei contesti nazionali e non solo.

L’agroalimentare ha anche un’altra caratteristica di grande importanza. Non solo è uno dei settori produttivi di punta nei contesti locali di sviluppo a più alta potenzialità di crescita ed a più alta concentrazione di infrastrutture (tipicamente, le zone pianeggianti o medio-collinari), ma può anche costituire uno straordinario fattore di sviluppo negli ambiti territoriali più svantaggiati, meno infrastrutturati o addirittura marginali: la montagna, le arre interne, i contesti in forte ritardo di sviluppo.

Da questo punto di vista, la nostra Provincia, contemplando e concentrando sul suo territorio praticamente tutte le varietà di paesaggio (pianura, media e alta collina, media e alta montagna, zona costiera) può diventare un grande laboratorio di sperimentazione per una strategia complessiva, integrata, multidimensionale e plurisettoriale, dell’agroalimentare.

Questa è la nostra prospettiva ed il nostro obiettivo.

In questa visione, appare necessario perseguire una serie di obiettivi specifici, ossia:

  1. creare le condizioni infrastrutturali per aumentare la competitività del settore, delle filiere e dei distretti produttivi dell’agroalimentare;
  2. creare le condizioni infrastrutturali ed organizzative per l’incremento del capitale sociale;
  3. migliorare le condizioni di accesso ai beni economici;
  4. potenziare e migliorare la qualità dei servizi erogati alle imprese;
  5. contribuire al mantenimento e alla crescita occupazionale;
  6. incrementare il patrimonio di conoscenze specialistiche e professionali tra gli operatori economici del territorio.

Inoltre, al fine di raggiungere gli obiettivi specifici precedentemente descritti, è necessario individuare e perseguire i seguenti obiettivi operativi:

  1. organizzare le imprese agricole;
  2. incentivare processi di miglioramento colturale delle produzioni attuali;
  3. diversificare la dipendenza produttiva delle produzioni agroalimentari attuali;
  4. incrementare il capitale sociale dell’area attraverso il consolidamento delle relazioni materiali e immateriali esistenti o da costruire tra gli operatori di filiera;
  5. controllare i percorsi di produzione secondo un’ottica di filiera;
  6. costruire una solida immagine di marca per i prodotti;
  7. diffondere e controllare un efficiente sistema di qualità per le produzioni;
  8. progettare e realizzare strumenti collettivi per sviluppare economie di scala e di scopo standard qualitativi delle produzioni;
  9. potenziare la competitività distributiva dei prodotti;
  10. promuovere i prodotti agroalimentari nei mercati obiettivo ad elevata redditività;
  11. garantire la sicurezza degli alimenti;
  12. sostenere la proiezione sui mercati nazionali ed internazionali delle imprese;
  13. migliorare la qualità territoriale, ambientale e paesaggistica dello spazio rurale;
  14. predisporre condizioni infrastrutturali di servizio alle esigenze delle produzioni agricole e agroalimentari.

Appare quindi chiaro che il marcare le caratteristiche peculiari di un ambito territoriale e delle produzioni ad esso sottese non è un’operazione di semplice trasposizione normativa, ma assume il valore di scelta progettuale, di decisione, di direttiva strategica di crescita e sviluppo. Con questo approccio si contribuisce alla capacità di competizione di un intero sistema produttivo locale con altri territori.

Ovviamente, la messa in essere di una strategia di questo tipo implica un’iniziativa a tutto campo, anche per intercettare e sfruttare le numerose opportunità offerte dalla programmazione nazionale e comunitaria 2007-2013, attraverso gli strumenti dei POR FESR e FSE, del PAR FAS, del PSR – Programma di Sviluppo Rurale. E’ quello che ci impegniamo a fare, sviluppando ulteriormente le nostra progettualità e la nostra azione di presenza, stimolo e rappresentazione degli interessi del nostro territorio nelle sedi decisionali, nei tavoli di partenariato e nei processi di concertazione e negoziazione con la Regione.

Negli ultimi anni abbiamo investito con convinzione in questa direzione.

Abbiamo organizzato o sostenuto importanti manifestazioni ed eventi per promuovere prodotti tipici del nostro settore agroalimentare, dai vini ai prodotti dolciari, dal pane alla cioccolata.

Abbiamo candidato a finanziamento alcuni progetti di valorizzazione del paesaggio e delle produzioni agroalimentari su bandi ed iniziative comunitarie.

Soprattutto, abbiamo puntato sulle principali eccellenze dell’agroalimentare presenti sul nostro territorio, quelle a più alto tasso di integrazione produttiva e territoriale ed a più alto orientamento verso le esportazioni.

Assumendo, su richiesta unanime delle parti economiche e sociali, la Presidenza del Comitato di Indirizzo del Distretto Agroalimentare di Qualità di Sibari (DAQ di Sibari) istituito - unico in Calabria ed in Italia - con legge regionale di iniziativa popolare, abbiamo dato impulso all’avvio delle attività progettuali, sostenendo la Società del Distretto nella redazione del Master Plan, che è stato presentato, nel 2008, al tavolo di concertazione con la Regione ed è attualmente in fase di approvazione.

Il DAQ di Sibari, che raggruppa decine di aziende e vede la partecipazione di tutti gli enti locali del territorio interessato e del partenariato economico-sociale, è certamente l’esperienza più innovativa e più importante nell’agroalimentare, non solo per le sue ricadute sull’economia locale e la collocazione geografica, nel cuore del comprensorio Sibari-Pollino-Jonio, con il relativo potenziale di apertura e relazione verso il resto d’Italia, l’Europa e il Mediterraneo, ma anche per le qualità ambientali e territoriali (l’area archeologica di Sibari e le zone archeologiche minori, il complesso dei beni storici dei Comuni, il patrimonio etnografico degli arbrëshe, l’adiacenza ai Parchi Nazionali della Sila e del Pollino, ecc.) e per la vivacità dei settori economici dell’agricoltura e, appunto, dell’agroalimentare, che ne fanno uno dei contesti locali di sviluppo più ricchi di prospettive a livello regionale e di Mezzogiorno.

Nell’ambito della concertazione avviata con la Regione, definiremo le modalità attuative degli interventi previsti dal Master Plan del Distretto e dei progetti connessi.

Su questa base, svilupperemo e rafforzeremo, anche in un’ottica di apertura euromediterranea, gli obiettivi e le attività del Distretto Agroalimentare di Qualità di Sibari e, parallelamente, opereremo per creare le condizioni per la realizzazione degli interventi previsti dal Piano delle Infrastrutture della Provincia, in particolare delle opere infrastrutturali strategiche per l’economia e lo sviluppo dei settori agroalimentare e agroindustriale, dell’Aeroporto di Sibari e del connesso Air Cargo Hub, del Nodo Intermodale della Sibaritide previsto nel POR FESR 2007-2013 della Calabria, degli interventi strutturali e funzionali previsti dal Progetto Preliminare del Piano Regolatore del Porto di Corigliano, predisposto dalla Provincia, con particolare riferimento al Terminal Agroalimentare.

In parallelo, svilupperemo un’iniziativa per sostenere la realizzazione del Polo di Innovazione “Filiere Agroalimentari di Qualità”, inserito nel sistema dei Poli di Innovazione del POR FESR 2007-2013 della Calabria.

In ragione dell’obiettivo di promuovere le produzioni agroalimentari di eccellenza ma anche di investire sul capitale umano per valorizzare le capacità e la creatività, istituiremo una Scuola di Alta Formazione nella Cucina e nell’Enogastronomia con l’obiettivo di farne un punto di riferimento per la formazione di eccellenza. A questo progetto sarà associato un’iniziativa finalizzata promuovere e sostenere la creazione di una rete di offerta, distribuita nel territorio provinciale, nel settore della ristorazione di altissima qualità che utilizzi ed esalti i sapori ed i prodotti locali attraverso creazioni culinarie di eccellenza.

Lavoreremo all’ipotesi di costituire, negli ambiti di concentrazione di imprese dell’agroalimentare, la Rete dei Centri Servizi Territoriali per le Imprese dell’Agroalimentare e dell’Agroindustriale, costituiti da aree e infrastrutture dotate di servizi comuni all’interno delle quali possono trovare collocazione: i) spazi per la localizzazione delle imprese; ii) piccoli incubatori di impresa; iii) spazi e servizi attrezzati per uffici temporanei; iv) infrastrutture e servizi telematici condivisi; v) spazi comuni per le attività formative e seminariali; vi) spazi e servizi comuni per le attività di segreteria, centro stampa, logistica, esposizione, ecc.

Inoltre, sulla scorta di una discussione già avviata con le rappresentanze del mondo agricolo e agroalimentare e le agenzie di sviluppo del territorio, intendiamo verificare la possibilità di realizzare, nel cuore dell’altopiano silano, un evento fieristico innovativo, di portata internazionale, dedicato all’agricoltura multisettoriale, sostenibile e di qualità.

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